Ore 1.26 quando ho accso il pc, ora che sto cominciando a scrivere sono le 1.31.
5 minuti per accedere al blog, con un pc lento come pochi.
E' notte, Andrea è tornato un ora fa credo, abbiamo parlato di cazzate e cose serie, come solo con lui posso fare. Per fortuna stiamo in casa insieme e lui può esprimersi come meglio crede.
Ci siamo salutati e poi ho continuato a leggere un libro. Che ho finito. Ma ora mi sono svegliato.
Non riesco a dormire prchè ho finito questo libro. Sono qui che scrivo e mangio arachidi alle 1.34, qusta cosa non si può sentire... mi servirebbe del vino in effetti.. ma non ho quello ch piace a me.
Il libro in questione mi è stato regalato al compleanno e ho cominciato a lggerlo proprio la sera stessa. Non sono un divoratore di libri, in effetti... Ho passato pure un periodo tra dicembre e gennaio in cui nn mi andava di leggere nulla. Problemi miei che non sto qui a raccontare.
Ho ripreso piano piano, e oggi ho finito.
Il giorno in più. Di Fabio Volo.
Si parte da Parigi, per arrivare a Parigi.
Si parte da un sogno, per arrivare a un sogno.
Si parte da sè stessi, per arrivare a sè stessi.
Insomma in questo libro si parte. E si arriva anche.
Non mi capita mai che in un libro sottolineo delle frasi. Spessissimo mi fermo a rileggerle anche a distanza di pagine. Chi mi conosce sa che spesso mi impallo su delle cose, magari anche futili e banali. Sono così, mi fisso a pensare e ripensare a delle piccolezze. Alcune volte delle frasi, o delle parole, altre volte delle situazioni o odori. Altre volte mi fisso su un viso.
Ma una frase la voglio riportare di questo libro. Perchè è un libro che parla di amore. In un senso assolutamente razionale. Per questo credo che sia meraviglioso questo romanzo. L'amore razionale è quello che tu sogni, che idealizzi, che auspichi e che ti immagini possa esistere. E che esiste. Basta leggere bene i segni. Basta avere persone che ti stimolano nella lettura. Basta avere la capacità, ma soprattutto la voglia, di mettersi in gioco anche rischiando di risultare ridicoli. Basta avere coraggio.
Questo libro parla di tutto questo. E' un viaggio del protagonista che trova il coraggio di seguire il suo sogno. E di giocare con il proprio sogno. E scoprire che questo sogno è reale. Crescere durante tale viaggio e ritrovarsi alla fine del viaggio, pronto per cominciarne un altro.
Consiglio a tutti la lettura di questo libro, anche se questa mia recensione forse fa cagare. Anzi sicuro. Leggetelo, poi vedrete.
La frase di cui parlavo sopra è la seguente:
-Pensa a cosa ci saremmo persi se non avessimo avuto il coraggio di noi.-
Finisco queste arachidi e cercherò un modo per dormire... ma ormai è difficile. Vado a sdraiarmi a occhi chiusi. Sperando che un sogno entri nella mia testa, e mi faccia viaggiare, finchè trovo il coraggio di lascare questa realtà per inseguire il sogno che sto cercando. Ma questa è un altra storia. Buonanotte. Ore 1.50
lunedì 7 marzo 2011
domenica 30 gennaio 2011
Il cielo su Torino
Poche cose riescono a colpirmi al cuore.
E farmi lacrimare.
Comunque di solito avviene sempre con il vento.
Uno sa gia che i cambiamenti fanno parte della vita.
Uno sa gia che investire significa sacrificare.
Uno sa gia che quando si parte, lo si fa per cambiare.
Lo si fa per vivere.
Torni a casa e un attimo prima di varcare il cancello, immagini tutte le volte prima.
Parcheggi e continui a pensare al fatto che questa volta sarà diverso.
Qualcosa...
Sai gia cosa..
Spegni i Pink Floyd. Spegni le luci, spegni la macchina.
Apri lo sportello, e il vento è li che ti aspetta.
Chiudi gli occhi, mandi giu.
Recuperi lo zaino e il pc e ti avvi verso il portone.
Sali.
Un abbraccio a chi ti ama di più al mondo. E dopo il silenzio
Manca qualcosa... manca qualcuno...
Torni indietro di 11 anni... all'improvviso... e rivedi i volti che hai lasciato nell'ingresso di casa. Occhi di un ragazzino, che ti salutava senza capire bene cosa stesse succedendo...
E ti accorgi che quel ragazzino, che ora è diventato un uomo, aveva già capito tutto...
Ti avvii in camera, e vedi i due letti. Il tuo è da fare, l'altro ha ancora il lenzuolo.
Arriva la sera, il tuo letto è ancora da fare... l'altro... è la cosa migliore su cui dormire... almeno per queste due notti...
In bocca al lupo. Spero per te tutto il bene.
Come gia ti ho detto una volta: finchè continui a sognare e camminare, non c'è bisogno di parole.
Inseguo l'isola che non c'è. Ma questa è un altra storia...
E farmi lacrimare.
Comunque di solito avviene sempre con il vento.
Uno sa gia che i cambiamenti fanno parte della vita.
Uno sa gia che investire significa sacrificare.
Uno sa gia che quando si parte, lo si fa per cambiare.
Lo si fa per vivere.
Torni a casa e un attimo prima di varcare il cancello, immagini tutte le volte prima.
Parcheggi e continui a pensare al fatto che questa volta sarà diverso.
Qualcosa...
Sai gia cosa..
Spegni i Pink Floyd. Spegni le luci, spegni la macchina.
Apri lo sportello, e il vento è li che ti aspetta.
Chiudi gli occhi, mandi giu.
Recuperi lo zaino e il pc e ti avvi verso il portone.
Sali.
Un abbraccio a chi ti ama di più al mondo. E dopo il silenzio
Manca qualcosa... manca qualcuno...
Torni indietro di 11 anni... all'improvviso... e rivedi i volti che hai lasciato nell'ingresso di casa. Occhi di un ragazzino, che ti salutava senza capire bene cosa stesse succedendo...
E ti accorgi che quel ragazzino, che ora è diventato un uomo, aveva già capito tutto...
Ti avvii in camera, e vedi i due letti. Il tuo è da fare, l'altro ha ancora il lenzuolo.
Arriva la sera, il tuo letto è ancora da fare... l'altro... è la cosa migliore su cui dormire... almeno per queste due notti...
In bocca al lupo. Spero per te tutto il bene.
Come gia ti ho detto una volta: finchè continui a sognare e camminare, non c'è bisogno di parole.
Inseguo l'isola che non c'è. Ma questa è un altra storia...
28-01-2011
Il titolo di questo post è una data da ricordare.
Almeno per me.
Ogni volta che voglio ascoltare della musica, apro youtube e cerco.
Facile, veloce.
Ma nn è la stessa cosa che possedere quella musica.
L'ascolti, la balli, la canti, ok... ma nn è la stessa cosa...
Venerdi 28 01 2011 ho comprato i miei primi 3 cd dei pink floyd.
Avete presente i bambini che scartano il regalo di compleanno? Mi sentivo cosi.
I pink floyd erano miei. Comprati con i miei soldi, seppure pochi.
E non vedevo l'ora di entrare in macchina per scartarli e ascoltarli.
Così è stato.
Ho cominciato con One of these days, sublime.
A casa ho cucinato mentre li ascoltavo. Stesso cd, seconda volta.
La mattina dopo, ieri, sono partito per Bisceglie e in macchina ho ascoltato due volte il secondo cd. Qui, a Bisceglie, in questi 2 giorni ho ascoltato il terzo. Ma a mozzichi e bocconi.
Domani mattina ritorno a Roma e mi ascolterò il terzo, che mi sembra il più bello. Poi vedremo.
I pink floyd hanno la capacità di farti viaggiare. Senza droghe. Immaginate che cosa può significare aver vissuto gli anni in cui uscivano gruppi come questo, con la gente che si fumava di tutto...
Prima o poi unirò Pink Floyd, fumo, e gli effetti grafici di Windows media player a tutto schermo sul mio 37 pollici... ma questa è un' altra storia...
Almeno per me.
Ogni volta che voglio ascoltare della musica, apro youtube e cerco.
Facile, veloce.
Ma nn è la stessa cosa che possedere quella musica.
L'ascolti, la balli, la canti, ok... ma nn è la stessa cosa...
Venerdi 28 01 2011 ho comprato i miei primi 3 cd dei pink floyd.
Avete presente i bambini che scartano il regalo di compleanno? Mi sentivo cosi.
I pink floyd erano miei. Comprati con i miei soldi, seppure pochi.
E non vedevo l'ora di entrare in macchina per scartarli e ascoltarli.
Così è stato.
Ho cominciato con One of these days, sublime.
A casa ho cucinato mentre li ascoltavo. Stesso cd, seconda volta.
La mattina dopo, ieri, sono partito per Bisceglie e in macchina ho ascoltato due volte il secondo cd. Qui, a Bisceglie, in questi 2 giorni ho ascoltato il terzo. Ma a mozzichi e bocconi.
Domani mattina ritorno a Roma e mi ascolterò il terzo, che mi sembra il più bello. Poi vedremo.
I pink floyd hanno la capacità di farti viaggiare. Senza droghe. Immaginate che cosa può significare aver vissuto gli anni in cui uscivano gruppi come questo, con la gente che si fumava di tutto...
Prima o poi unirò Pink Floyd, fumo, e gli effetti grafici di Windows media player a tutto schermo sul mio 37 pollici... ma questa è un' altra storia...
giovedì 23 dicembre 2010
Si, è solo il vento..
Tutto bene, è solo il vento.
Gli occhi sono gonifi di lacrime. Ma mento a me stesso prima che agli altri quando non voglio piangere. Per fortuna oggi c'è tanto vento fuori.
Quindi vado sul balcone.
Guardo la luna. E' bianca.
Il cielo, nero. Decorato con qualche nuvola illuminata dalla luna.
Guardo la terra, sotto di me e lontano, all'orizzonte.
Il vento mi riempio gli occhi, e piango.
Ma non sto piangendo... è solo il vento..
Gli occhi sono gonifi di lacrime. Ma mento a me stesso prima che agli altri quando non voglio piangere. Per fortuna oggi c'è tanto vento fuori.
Quindi vado sul balcone.
Guardo la luna. E' bianca.
Il cielo, nero. Decorato con qualche nuvola illuminata dalla luna.
Guardo la terra, sotto di me e lontano, all'orizzonte.
Il vento mi riempio gli occhi, e piango.
Ma non sto piangendo... è solo il vento..
domenica 19 dicembre 2010
Inumana malattia.
Una pugnalata la senti.
Se poi viene dalla punta di una lama appena poggiata che penetra, squarciando, la pelle, entrando nella carne, dilaniandone i muscoli e i tendini, fin dentro gli organi, lentamente, ne senti il peso.
Senti il gelo.
Senti le tue energie che ti abbandonano.
Senti che la tua anima esce insieme con il sangue che comincia a bagnare il resto del corpo.
Perdere una persona che ami deve fare ancora più male.
Perdere qualcuno che ti è stato accanto nella crescita, che ti ha sostenuto, che ti ha seguito, che ti ha insegnato a camminare e a parlare. Qualcuno che ha sempre cercato di proteggerti. Qualcuno con cui sei diventato grande, con cui hai costruito un futuro... un futuro... che è finito... perchè siamo umani.
Siamo umani e sentiamo dolore.
Siamo umani e ci ammaliamo.
Siamo umani e non accettiamo di sentire dolore o ammalarci...
E così cerchiamo di stare meglio, di lottare con le nostre forze, con i farmaci se serve. Con le cure, spendendo soldi, energia, a volte affetti, per cercare un rimedio, una speranza soltanto che possiamo stare meglio.
E non parlo del mal di testa. Parlo del fatto che quando una persona ci lascia per una malattia, è facile dire che ha smesso di soffrire. E' un modo per sopperire alla perdita, un modo per restare attaccati al concetto "umano" di vita, e non sofferenza.
Non ci posso fare niente per il fatto che la persona sia andata via per sempre, è vero. Posso anche ammettere che abbia smesso di soffrire. Ma devo chiedermi se quando era in vita ho fatto tutto il possibile per far sentire viva quella persona.
Ovviamente mentre viviamo la nostra vita di tutti i giorni, non pensiamo mai al fatto che ogni istante potrebbe essere l'ultimo in cui vediamo gli altri. Non ci pensiamo perchè siamo presi dalla nostra vita. E così anche quando vogliamo ringraziare una persona, o anche quando vogliamo discutere con una persona, o anche quando vogliamo baciare, abbracciare, gioire, con una persona, spesso ci diciamo che c'è tempo.
Ma che significa: c'è tempo!?
Quando? Dopo? Dopo cosa?
Abbiamo paura forse di vivere il presente? Abbiamo paura di vivere delle emozioni? E se poi non puoi viverle mai più?
Domande per rispondere a domande, senza risposta... bugie indossate con tanta grazia, da non farci sembrare nudi...
Tutto questo, alla luce di una notizia. Oggi è morta una persona che è stata cara per la mia crescita. Una donna che per tanto tempo avevo perso di vista. Quando ero piccolo, con mia madre uscivamo spesso con lei e la sua famiglia. Io ero molto legato al figlio, mio fratello alla figlia. Quante sere passate a casa loro... quanti momenti passati a vedere Indiana Jones con Gianluigi. O a giocare con le micromachines, o la lego, o le biglie. E quante cene a quel tavolo. Quante volte in campeggio?
Tutte quelle volte non ho mai ringraziato. Ero piccolo. E' vero.
Pochi giorni fa ho avuto la notizia che Mariella stava di nuovo peggiorando. E mia madre, mi ha chiesto se volessi passare a slautarla. Il mio pensiero non è andato indietro nel tempo come sto facendo ora. Ho pensato che non volevo vederla a letto, sofferente per la malattia, perchè il ricordo che avevo di lei, non corrispondeva al presente. Una donna forte, decisamente forte. Ostinata, caparbia, che fino all'ultimo ha lottato contro la malattia. Per un periodo sembrava avesse vinto, ma poi la ricaduta. E questa volta non ha retto.
E io non l'ho salutata quando ne avevo la possibilità.
Andrea, un mio amico, ha una frase molto bella scritta sulla sua pagina su internet:
Quando esiti domandati sempe: "Cosa farei se non avessi paura?" Ricorda, il coraggio non è la mancanza di paura, piuttosto la consapevolezza che qualcosa sia più importante della paura stessa ..
E allora mi chiedo... ancora una volta... cosa sia per me importante? Perchè non ho valutato così importante come invece mi sembra ora, rivedere una persona che mi ha dato tanto, in un momento in cui era debole?
Mi sto odiando per questo. E sicuramete deve essere il prossimo passo...se voglio continuare a crescere.
Mi dispiace tanto... tanto, davvero tanto.
Non so che valenza abbiano queste parole, che forse non leggerà mai nessuno. E forse neanche io le leggerò più. Cosi come faccio le condoglianze, in realtà mi sento partecipe di questo lutto...
Ecco... un'altra storia...
Se poi viene dalla punta di una lama appena poggiata che penetra, squarciando, la pelle, entrando nella carne, dilaniandone i muscoli e i tendini, fin dentro gli organi, lentamente, ne senti il peso.
Senti il gelo.
Senti le tue energie che ti abbandonano.
Senti che la tua anima esce insieme con il sangue che comincia a bagnare il resto del corpo.
Perdere una persona che ami deve fare ancora più male.
Perdere qualcuno che ti è stato accanto nella crescita, che ti ha sostenuto, che ti ha seguito, che ti ha insegnato a camminare e a parlare. Qualcuno che ha sempre cercato di proteggerti. Qualcuno con cui sei diventato grande, con cui hai costruito un futuro... un futuro... che è finito... perchè siamo umani.
Siamo umani e sentiamo dolore.
Siamo umani e ci ammaliamo.
Siamo umani e non accettiamo di sentire dolore o ammalarci...
E così cerchiamo di stare meglio, di lottare con le nostre forze, con i farmaci se serve. Con le cure, spendendo soldi, energia, a volte affetti, per cercare un rimedio, una speranza soltanto che possiamo stare meglio.
E non parlo del mal di testa. Parlo del fatto che quando una persona ci lascia per una malattia, è facile dire che ha smesso di soffrire. E' un modo per sopperire alla perdita, un modo per restare attaccati al concetto "umano" di vita, e non sofferenza.
Non ci posso fare niente per il fatto che la persona sia andata via per sempre, è vero. Posso anche ammettere che abbia smesso di soffrire. Ma devo chiedermi se quando era in vita ho fatto tutto il possibile per far sentire viva quella persona.
Ovviamente mentre viviamo la nostra vita di tutti i giorni, non pensiamo mai al fatto che ogni istante potrebbe essere l'ultimo in cui vediamo gli altri. Non ci pensiamo perchè siamo presi dalla nostra vita. E così anche quando vogliamo ringraziare una persona, o anche quando vogliamo discutere con una persona, o anche quando vogliamo baciare, abbracciare, gioire, con una persona, spesso ci diciamo che c'è tempo.
Ma che significa: c'è tempo!?
Quando? Dopo? Dopo cosa?
Abbiamo paura forse di vivere il presente? Abbiamo paura di vivere delle emozioni? E se poi non puoi viverle mai più?
Domande per rispondere a domande, senza risposta... bugie indossate con tanta grazia, da non farci sembrare nudi...
Tutto questo, alla luce di una notizia. Oggi è morta una persona che è stata cara per la mia crescita. Una donna che per tanto tempo avevo perso di vista. Quando ero piccolo, con mia madre uscivamo spesso con lei e la sua famiglia. Io ero molto legato al figlio, mio fratello alla figlia. Quante sere passate a casa loro... quanti momenti passati a vedere Indiana Jones con Gianluigi. O a giocare con le micromachines, o la lego, o le biglie. E quante cene a quel tavolo. Quante volte in campeggio?
Tutte quelle volte non ho mai ringraziato. Ero piccolo. E' vero.
Pochi giorni fa ho avuto la notizia che Mariella stava di nuovo peggiorando. E mia madre, mi ha chiesto se volessi passare a slautarla. Il mio pensiero non è andato indietro nel tempo come sto facendo ora. Ho pensato che non volevo vederla a letto, sofferente per la malattia, perchè il ricordo che avevo di lei, non corrispondeva al presente. Una donna forte, decisamente forte. Ostinata, caparbia, che fino all'ultimo ha lottato contro la malattia. Per un periodo sembrava avesse vinto, ma poi la ricaduta. E questa volta non ha retto.
E io non l'ho salutata quando ne avevo la possibilità.
Andrea, un mio amico, ha una frase molto bella scritta sulla sua pagina su internet:
Quando esiti domandati sempe: "Cosa farei se non avessi paura?" Ricorda, il coraggio non è la mancanza di paura, piuttosto la consapevolezza che qualcosa sia più importante della paura stessa ..
E allora mi chiedo... ancora una volta... cosa sia per me importante? Perchè non ho valutato così importante come invece mi sembra ora, rivedere una persona che mi ha dato tanto, in un momento in cui era debole?
Mi sto odiando per questo. E sicuramete deve essere il prossimo passo...se voglio continuare a crescere.
Mi dispiace tanto... tanto, davvero tanto.
Non so che valenza abbiano queste parole, che forse non leggerà mai nessuno. E forse neanche io le leggerò più. Cosi come faccio le condoglianze, in realtà mi sento partecipe di questo lutto...
Ecco... un'altra storia...
sabato 11 dicembre 2010
La storia "in"finita

E' incredibile.
Quando ero piccolo e guardavo il film "La storia infinta", ero preso dalle immagini, dalle emozioni, dai colori che quella pellicola mi procurava. L'ho rivisto tante volte, ma solo adesso ho capito una cosa incredibile. Anzi, più di una..
Poi crescendo ho cominciato a leggerne il libro da cui è tratto il film, ma si sa che a dieci anni è difficile leggere un libro alto quanto una mano e quindi l'ho abbandonato dopo un po'.
L'ho riletto qualche anno fa. Tutto ovviamente.
E ho scoperto intanto che il film parla di un terzo del libro. Mentre appunto il primo della trilogia è abbastanza simile alla storia impaginata, il secondo e terzo episodio hanno dei riferimenti ma sono anche abbastanza lontani dal racconto di Michael Ende.
Comunque..
Letto il libro, rivisto il film, ho notato quante cose del film, ma anche del libro, sono simili a me.
Non credevo fosse possibile, ma in effetti è stato uno dei miei film preferiti. Fantasia, creature mitologiche, avventure, passione. Draghi, "indiani", principesse, lupi, streghe, IL NULLA, sono tutti soggetti che mi porto dietro da quando i miei occhi sono stati rapiti dalla pellicola.
Mentre vedevo il film sono ritornato bambino, e vivevo con Bastian -nel libro Bastiano Baldassarre Bucci mi sembra- tutte le sue immagini e tutti i suoi dubbi e tutto il suo scetticismo sull'impossibilità che un libro avesse un tale potere.
Ma è vero! Un libro, una storia, ha tale potere! E quando lo scopri, inizi a vedere i libri come tesori. Non so se è capitato a tante altre persone, auguro che capiti a tutti perchè è una sensazione meravilgiosa. Tra l'altro è capitato proprio a ridosso del mio compleanno. Il ventinovesimo. E che c'entra? In realtà è un'altra storia, ma spenderò del tempo per raccontarla sta volta.
Giorno del mio compleanno: 21-11-2010, facevo 29 anni.
Nei giorni prima ho pensato (come fanno tutti forse) a cosa ho fatto in questi anni, in particolare da quando sono a Roma. Ho tratto un po di somme e fatto tanti pensieri, fino a farmi venire il mal di testa.
Non ho scritto un libro, non che sia una priorità, intendiamoci, ma boh? Forse uno prima dei trent'anni dovrebbe scrivere qualcosa, almeno per dimostrare a sè stesso che ha delle "storie" da raccontare.
Ho un lavoro che non mi porta da nessuna parte, molti non lavorano è vero. Ma che senso ha lavorare al Cus, in questo modo? Che "storia" è questa? Posso raccontare di amicizie, si. Di esperienze lavorative. Ma tra 5 anni che starò facendo? Ancora li? mah... non credo proprio...
Esperienze sentimentali? Piccole cose belle, molto belle. "Storie" lunghe o brevi, che apprezzo sempre. Ogni momento che ho avuto con ogni persona che ho conosciuto. Ho avuto così tanto e mi sembra sempre di aver dato così poco.
Studio? Studio, si. Ancora. E ancora, e ancora. Perchè amo studiare certe cose. Anatomia per esempio, e quante volte chiedo alle persone di fare da cavia per i miei studi di anatomia...
e anche qui avrei storie da raccontare, di studi e di nottate, e di mattinate, e di Ophelia Wilsson... :)
E poi che altro c'è nelal mia vita?
Amici? Loro, quelli che reputo amici, i pochi sono belle storie. Gli altri sono storie che no ho il tempo di ascoltare o leggere. Le storie dei miei amici parlano di viaggi, di giochi, di vittorie e di sconfitte, di donne, di uomini, di animali, di scommesse, di libri, di studi. E altre cose che non posso ricordare... Tante storie. Infinite storie, infinite. Anzi... Infinite storie infinite.
E poi qualcuna di queste storie sembra che si ripetano nel tempo, in una sorta di ruota. Gira e vedi delle immagini, continua a girare e le imamgini scorrono e poi improvvisamente vedi cose già viste. E mi piacciono, mi rassicurano. Mi cullano. Come un lullaby (in questo momento non mi viene i nmente come si dice in italiano).
Storie infinite... che fanno crescere, e da un giorno all'altro ti senti diverso, cambiato, crescuito, ma come sempre un cretino a cui piace passare le notti con un amico davanti allo schermom della tv, solo per giocare con l'xbox, per sfogare qualcosa che fa male. O il cretino che prende la chitarra per provare a fare Breath dei Pearl Jam, e poi si accorge di non avere piu le unghie per suonare come si deve... o il cretino che cucina qualcosa e poi fa schifo e va buttata...
Storie, infinite, di quando conosci delle persone e dal primo momento che le guardi negli occhi, capisci che le due anime sono in accordo. Di quinta. Maggiore.
Ma questa, è un'altra storia...(cit. "La storia infinita", Michael Ende)
lunedì 1 novembre 2010
Delirio solare..
Uno dei miei sogni nel cassetto, ma uno di quelli che stanno in fondo stavolta, è vedere il sorgere del sole dallo spazio.
Probabilmente, anzi sicuramente non succederà mai.
Tuttavia ci penso ogni volta che assisto alla nascita del sole dall'orizzonte.
In realtà ci penso da prima, da quando cioè il cielo si colora di rosa.
Oggi sono partito alle 5.51 da Roma per tornare qui a Bisceglie. E come tutte le volte in cui parto la mattina presto, andando verso est mi trovo a osservare questo fenomeno che, considerata la vita media di un uomo, considero eterno.
Non ricordo l'orario esatto... orientativamente ero al confine con la Campania, quindi forse le 6.50-7.00.
Ogni volta che guardo questo scenario penso due elementi della mia vita: la mia amica Alba con la quale ho assistito a una delle piu belle aurore che abbia mai visto; la potenza che l'uomo non sarà mai in grado di esprimere...
Quanto siamo piccoli in confronto all'Universo. Forse è prorio questo che ha stimolato la fantasia di un uomo, o più di uno, nel raccontare la più lunga e fantastica delle storie che riguardano l'uomo. Il concetto di una forza superiore.
Chiamiamola Dio, Halla, come vi pare. L'uomo nella sua infinità mediocrità ha da sempre avuto bisogno di confrontarsi con ciò che è alla sua altezza.
Quando non è alla sua altezza, spesso è colpa di cause esterne. Quanti di noi ci chiediamo se il fallimento in realtà non dipenda da noi stessi?
E quindi che fa l'uomo?
Il destino ha voluto cosi... Sia fatta la volontà di Dio...eccetera.
Ora.
L'essere umano, intanto, dovrebbe comprendere che non èil superiore su questa terra.
L'essere umano, intanto, dovrebbe capire che questa terra non è fatta per la propria vita e basta.
L'essere umano, intanto, dovrebbe capire che rispettando le altre forme di vita, forse sarà in grado di rispettare anche gli altri.
Invece no...noi continuiamo a voler sopraffarci. A sfruttare le risorse di questa terra in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere. A distruggere foreste e a ingabbiare animale, spesso solo per metterli in mostra...
L'uomo è una specie in auto-estinzione...
E il sole invece, splende ogni giorno. E ci ricorda che con un sacrificio di chi ha tanto, potremmo vivere tutti in pace, rispettandoci, e rispettando il concetto di vita.
Non solo come percorso, ma anche come risorsa. La vita è una risorsa.
Delirio dovuto a musica consigliatami da una musicologa... ma questa è un'altra storia...
Probabilmente, anzi sicuramente non succederà mai.
Tuttavia ci penso ogni volta che assisto alla nascita del sole dall'orizzonte.
In realtà ci penso da prima, da quando cioè il cielo si colora di rosa.
Oggi sono partito alle 5.51 da Roma per tornare qui a Bisceglie. E come tutte le volte in cui parto la mattina presto, andando verso est mi trovo a osservare questo fenomeno che, considerata la vita media di un uomo, considero eterno.
Non ricordo l'orario esatto... orientativamente ero al confine con la Campania, quindi forse le 6.50-7.00.
Ogni volta che guardo questo scenario penso due elementi della mia vita: la mia amica Alba con la quale ho assistito a una delle piu belle aurore che abbia mai visto; la potenza che l'uomo non sarà mai in grado di esprimere...
Quanto siamo piccoli in confronto all'Universo. Forse è prorio questo che ha stimolato la fantasia di un uomo, o più di uno, nel raccontare la più lunga e fantastica delle storie che riguardano l'uomo. Il concetto di una forza superiore.
Chiamiamola Dio, Halla, come vi pare. L'uomo nella sua infinità mediocrità ha da sempre avuto bisogno di confrontarsi con ciò che è alla sua altezza.
Quando non è alla sua altezza, spesso è colpa di cause esterne. Quanti di noi ci chiediamo se il fallimento in realtà non dipenda da noi stessi?
E quindi che fa l'uomo?
Il destino ha voluto cosi... Sia fatta la volontà di Dio...eccetera.
Ora.
L'essere umano, intanto, dovrebbe comprendere che non èil superiore su questa terra.
L'essere umano, intanto, dovrebbe capire che questa terra non è fatta per la propria vita e basta.
L'essere umano, intanto, dovrebbe capire che rispettando le altre forme di vita, forse sarà in grado di rispettare anche gli altri.
Invece no...noi continuiamo a voler sopraffarci. A sfruttare le risorse di questa terra in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere. A distruggere foreste e a ingabbiare animale, spesso solo per metterli in mostra...
L'uomo è una specie in auto-estinzione...
E il sole invece, splende ogni giorno. E ci ricorda che con un sacrificio di chi ha tanto, potremmo vivere tutti in pace, rispettandoci, e rispettando il concetto di vita.
Non solo come percorso, ma anche come risorsa. La vita è una risorsa.
Delirio dovuto a musica consigliatami da una musicologa... ma questa è un'altra storia...
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