Ieri sera mi sono sorpreso mentre focalizzavo un'immagine del tutto inventata.
Nel'immagine stavo per andare a letto, ma prima di coricarmi aprivo il cassetto per controllare i miei sogni. Prendo il foglio più in alto di tutti, quello principale. E' accuratamente piegato in 4 parti. Lo apro.
C'è scritto: Wellness Center. Cura del corpo e dello spirito.
Lo rileggo una seconda e una terza volta. Penso che per raggiungere tale obiettivo, sto facendo la strada giusta. Ripiego il foglio e lo ripongo nel cassetto, in cima a tutti gli altri sogni.
Chiudo il cassetto e mi addormento.
Questa mattina ho fatto un colloquio di lavoro. Il primo colloquio in veste di osteopata e non di tecnico di sala. Mi preparo, esco, lotto con il traffico, con le indicazioni sbagliate.
Arrivo con mezz'ora di ritardo pensando che se fossi io a dover dare lavoro già per il ritardo non lo darei. Mi accoglie la segretaria e mi presenta questo signore di Milano, direttore del centro.
Il centro è in realtà una catena di palestre, Well B. Il nome mi piace, "Well" = Bene, "B" = Essere.
Quindi si chiama BeneEssere.
Il signore mi fa parlare e poi parla lui.
Ho avuto una sensazione strana.
Il sogno che era il mio, il centro sportivo con centro benessere, osteopata, medico, psicologo e nutrizionista, lui l'aveva creato...
Stavo parlando con colui che aveva fatto ciò che io avrei voluto fare da grande...
Quasi mi veniva da piangere per la bellezza della coincidenza.
E mi ha spiegato un concetto incredibile.
Lui aveva in mano un portapenne e io una penna. In questa situazione entrambi avevamo una cosa.
Poi ci siamo scambiati gli oggetti, e la situazione restava identica.
Poi ho dato la penna e lui mi ha detto: "solo condividendo le idee, esse possono essere realizzate. Altrimenti restano idee."
Banale, banale come uno scambio di un oggetto con un altro...
Ma di una profondità che lascia senza parole. Non ci avevo mai pensato. Lo scambio di idee è costruttivo per entrambe le parti. Altrimenti restano delle idee...
Poi ha parlato del periodo in cui tutti i navigatori volevano fare il giro del mondo andando ad ovest. L'idea è una forza che si moltiplica in maniera esponenziale...
"Perchè fino a quel momento nessuno aveva mai pensato che si poteva circumnavigare il mondo?" mi ha chiesto.
E io: "Ci metterei una potenza come poche, la Chiesa."
E lui: "E cosa fa la Chiesa?"
Io: "Da certezze all'uomo."
Lui: "Esatto, la chiesa è la multinazionale più forte che possa esistere."
Se avrò la possibilità mi piacerebbe approfondire questi discorsi. Per ora non so se sarò preso in questo lavoro. Domani mattina devo fare una telefonata e sentire cosa dicono.
Per oggi basta. E' stata una giornata decisamente impegnativa, col botto finale...ma questa è un'altra storia...
giovedì 16 settembre 2010
giovedì 12 agosto 2010
Filastrocca di chi dorme
E' raro che mi capiti di dormire più di sette, otto ore. Ma questa mattina mi sono svegliato dopo 10 ore di sonno, così mia madre ha pensato bene di svegliarmi con questa filastrocca che mi recitava quando ero piccolo. :)
Un ora dorme il gallo.
Due ore il cavallo.
Tre ore il viandante.
Quattro il camminante.
Cinque ore lo studente.
Sei ore tutta la gente.
Sette ore il signorino.
Otto ore il signore.
Nove ore il porco.
Dieci ore il grandissimo porco.
E subito dopo mi ha recitato una filastrocca che ho sentito qualche volta dalla bocca di mia nonna.
Signor mio D',
scé for e s'mbnn'
N'avé l'acqua furt
e Cicirnell n'avé la murt.
Dopo aver discorso sul significato di questa filastrocca, e non trovando un significato nascosto, abbiamo stabilito che è semplicemente un racconto di questo povero signore, tale Cicirinella, il quale andò in campagna per lavorare la terra, ma fu colto da un tale diluvio che non riuscì a sopravvivere.
Ci sono altre filastrocche e altri racconti aneddotici, ma queste sono altre storie...
Un ora dorme il gallo.
Due ore il cavallo.
Tre ore il viandante.
Quattro il camminante.
Cinque ore lo studente.
Sei ore tutta la gente.
Sette ore il signorino.
Otto ore il signore.
Nove ore il porco.
Dieci ore il grandissimo porco.
E subito dopo mi ha recitato una filastrocca che ho sentito qualche volta dalla bocca di mia nonna.
Signor mio D',
scé for e s'mbnn'
N'avé l'acqua furt
e Cicirnell n'avé la murt.
Dopo aver discorso sul significato di questa filastrocca, e non trovando un significato nascosto, abbiamo stabilito che è semplicemente un racconto di questo povero signore, tale Cicirinella, il quale andò in campagna per lavorare la terra, ma fu colto da un tale diluvio che non riuscì a sopravvivere.
Ci sono altre filastrocche e altri racconti aneddotici, ma queste sono altre storie...
lunedì 9 agosto 2010
I calci volanti di Chuck
1. Chuck Norris ha imparato a fare l'abito vestendosi da monaco.
2. Il fine giustifica i mezzi. Chuck Norris no!
2. Il fine giustifica i mezzi. Chuck Norris no!
venerdì 6 agosto 2010
ONDAAAAAAAAAAAAAAA EEEENEEEEEEERGEEEEEEEEETIIIIIIIIICAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!

Non parlerò di Dragonball in questo post, nonostante il titolo lasci pensare questo. Me lo riservo per un'altra volta!
Mia zia, zia Tonia, la sorella di mia madre è da sempre una persona che si interessa molto alla cura del corpo tramite trattamenti manuali. Ha fatto vari corsi di massaggio, di Reiki, di manipolazioni di energia eccetera eccetera. A prima vista può sembrare un pò matta.
Quando viene a trovarci, alcune votle ci parla delle sue nuove esperienze.
Oggi è stato uno di quei giorni.
Dopo i convenevoli (come va lo studio, come va il lavoro ecc. ecc.) mi ha detto di aver fatto un corso di "Reconnesscion" (forse Reconnection... non so) e che avrei dovuto cercare su internet. Le ho chiesto di cosa si trattasse e mi ha risposto dicendo: "Metti le mani così!"
Le mani le ho messe a circa 15 cm di distanza una dall'altra, palmi paralleli e dita allargate e distese.
Mentre facevo ciò, mia madre osservava.
Mia madre è sempre un poco scettica quando si parla di energie del corpo. E anche io lo sono. Ma da quando ho iniziato a conoscere il corpo umano, ho capito che ci sono forze ed energie che non ci sappiamo spiegare.
Le mani le ho posizionate come mia zia mi diceva.
Mi sono messo in ascolto così come potrei fare quando ascolto un cranio.
Concentrando l'attenzione al centro delle mani.
Dopo diversi secondi mi è venuto da sorridere.
Avete mai provato a tenere in mano una busta piena d'acqua? A sentire quanto sia modellabile e plasmabile? O un cuscino morbido?
Questa è la sensazione che ho avuto. Tra le mie mani sentivo qualcosa di tangibile, eppure inconsistente. E mentre restavo in ascolto, ho avuto la netta sensazione di riuscire a modificare questa cosa che avevo (avevo?) tra le mani. Mi sembrava di poterla strizzare, schiacciare, o lascairla gonfiare e espandersi. CHE FIGATA!!!!!
Passato il momento di euforia (io ridevo mentre sentivo tutto ciò) mi sono di nuovo concentrato e ho sentito che le mie mani avevano una certa difficoltà ad allontanarsi e ad avvicinarsi. Come se fossero attratte e respinte tra loro. L'ho paragonato all'effetto di una pallina di ferro sospesa tra due calamite che la respingono (o l'attraggono?)... non so se avete presente. BELLISSIMO!
Cercavo di allontanare le mani e sentivo una certa resistenza. Cercavo di avvicinarle e sentivo resistenza. Sarà campo magnetico?
Non ho studiato fisica e neanche sono così esperto di anatomia e fisiologia.
Fatto sta che ho avuto la netta sensazione di questo campo magnetico intorno al corpo.
Poi mia madre ha messo il suo polso dolorante tra le mani, così per darmi fastidio... e la sensazione che ho avuto è stata che questo campo magnetico si deformasse come ad avvolgere questa interferenza.
Esperienza paranormale? Esperienza di chiropratica? Esperienza di magnetismo del corpo umano? Incontro ravvicinato di terzo tipo? UFO? Patatine?Birra? Coca cola? Vabbe non degeneriamo...
Non so come chiamare questa cosa che ho vissuto. Per ora non mi interessa classificarla. Sono estremamente contento di averla vissuta.
Ha rinnovato la voglia di studiare anatomia, fisiologia, mi ha fatto nascere curiosità sul campo magnetico e la voglia di studiare la fisica, così come quando avevo 17 anni ed ero indeciso tra Fiscia a Trieste o Scienze Motorie a Roma. Ma questa è un'altra storia...
martedì 20 luglio 2010
An autumn dream.
In a dark evening sky
the biggest bright star
search like an eagle onto a mountain...
ottobre 1997
the biggest bright star
search like an eagle onto a mountain...
ottobre 1997
domenica 11 luglio 2010
Si spengono le luci, si accende il cielo...

Sono sicuo che non riuscirò a far capire bene quale sia stata la sensazione dell'esperienza che ho avuto qualche sera fa, alla fine di una partita con gli amici.
Quando torno a Bisceglie per l'estate, per me è un ritorno alle radici. Ritorno a vedere le cose che vedevo quindici anni fa, con i loro cambiamenti certo. Ma tante cose restano uguali. Per fortuna.
La partita a calcetto con gli amici di sempre, è una di quelle.
Una mia prestazione mediocre, ma si capisce non gioco da tanto e sono fuori allenamento. I consigli degli amici che giocano sempre, le pacche sulla spalla e le risate per qualche tiro svirgolato...
A fine partita, circa le 23.15, resta acceso un faro per permettere alle persone di tornare agli spogliatoi, ma io resto in campo ancora il tempo di fare un poco di stretching.
Mi sistemo vicino all'uscita. Mi siedo per terra, posiziono le gambe sulla rete che delimita il perimetro del campo, semidistese, la schiena per terra e il viso verso il faro. Comincio a respirare profondamente.
Per fare bene stretching, per far si che abbia l'effetto di rilassare e di rallentare le funzioni del corpo, bisogna concentrarsi sulle sensazioni che si percepiscono. In questo caso provenienti dalle gambe.
Tre respiri profondi di solito sono sufficienti per avvertire il rilassamento dei muscoli, quindi cambio posizione. Distendo ancora un poco le gambe, avvicinandomi ancora alla rete, fino a toccare con il sedere la rete stessa.
Altri tre respiri profondi. Altra posizione di rilassamento.
Piego le gambe e posiziono i piedi a contatto con la rete metallica, mentre le ginocchia sono verso il mio petto. Chiudo gli occhi per 2 respiri e cerco di concentrarmi sul bacino.
Comincio l'ultima inspirazione, apro gli occhi.
Avverto i muscoli che si rilassano.
L'inspirazione finisce.
La bianca luce accecante del faro si spegne sopra la mia testa.
Comincia l'espirazione.
Per un attimo, il tempo di mettere a fuoco, ho una sensazione di sbandamento, di giramento di testa.
L'attimo dopo, nel silenzio di un campo dove ho passato l'infanzia e l'adolescenza, mentre tutti sono a farsi la doccia, io resto solo con me stesso. Guardo meglio verso l'alto. In quell'attimo in cui il faro non illumina più la terra, si accendono le stelle.
Decine di puntini luminosi che poco per volta si moltiplicano. Centinaia di puntini luminosi che splendono nel cielo e mi regalano secondo dopo secondo la sensazione che stavo cercando. Quella che riusciamo ad avere quando ci connnettimao all'infinito. Quando ci accorgiamo di essere immensamente piccoli nell'universo.
Avete mai osservato il cielo di notte con le stelle che brillano?
Avete mai provato ad immaginare che quel nero e quel bianco in realtà non sono bidimensionali? Non sono oggetti posizionati li, ma semplicemente tutto ciò che ci circonda?
E' una delle sensazioni più belle che io ricordo di aver esperito. Così come la sensazione di solitudine e allo stesso tempo forza interiore che ho quando osservo un cielo nuvoloso al tramonto. Il grigio delle nuvole, che si fonde con l'azzurro del cielo, con il rosso del sole, sul blu del mare non ha prezzo. Ma questa è un'altra stoira..
domenica 20 giugno 2010
PER NOI
Tante sono le parole che mi vengono in mente quando penso agli sport di squadra. Attacco, difesa, tecnica, tattica, palla alta, rete ecc ecc... potrei continuare all'infinito. Ma sono 2 le parole che racchiudono il significato di sacrifici e voglia di vincere: PER NOI.
Per noi vuol dire CREDERE.
Per noi vuol dire AIUTARE.
Per noi vuol dire FIDARSI.
Per noi vuol dire FARE qualcosa PER NOI.
E non per altri, ma per noi.
Non è così banale come può sembrare a una prima lettura. Perchè nella vita che viviamo tutti i giorni, con le soddisfazioni, i successi, i confronti e tutto il resto delle emozioni, sono pochi i momenti che riusciamo a dedicare a noi stessi.
Tutte le volte che alla fine di un time-out, o all'inizio di una partita o in ogni momento che si sente la necessità, gridare "PER NOI" è un modo di ri-equilibrarsi, di riprendere coscienza di chi siamo noi, e dove vogliamo andare.
Perchè in fondo, se decidiamo di prendere una strada, lo facciamo PER NOI, non per far piacere ad altri.
Ognumo dovrebbe sempre ricordarsi che sono solo PER NOI le strade che prendiamo, di studio, di lavoro, di amore o di amicizia. E se decido di lasciare un lavoro per affrontare il nulla, lo faccio comunque per me. Ma questa è un altra storia...
Per noi vuol dire CREDERE.
Per noi vuol dire AIUTARE.
Per noi vuol dire FIDARSI.
Per noi vuol dire FARE qualcosa PER NOI.
E non per altri, ma per noi.
Non è così banale come può sembrare a una prima lettura. Perchè nella vita che viviamo tutti i giorni, con le soddisfazioni, i successi, i confronti e tutto il resto delle emozioni, sono pochi i momenti che riusciamo a dedicare a noi stessi.
Tutte le volte che alla fine di un time-out, o all'inizio di una partita o in ogni momento che si sente la necessità, gridare "PER NOI" è un modo di ri-equilibrarsi, di riprendere coscienza di chi siamo noi, e dove vogliamo andare.
Perchè in fondo, se decidiamo di prendere una strada, lo facciamo PER NOI, non per far piacere ad altri.
Ognumo dovrebbe sempre ricordarsi che sono solo PER NOI le strade che prendiamo, di studio, di lavoro, di amore o di amicizia. E se decido di lasciare un lavoro per affrontare il nulla, lo faccio comunque per me. Ma questa è un altra storia...
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